Senologica e Ricostruttiva

Senologica e Ricostruttiva

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Per quadrantectomia si intende l’asportazione di un pezzo di ghiandola mammaria con la cute soprastante e la sottostante fascia del muscolo grande pettorale. Nelle mammelle piccole la exeresi può coincidere con uno dei quattro quadranti in cui anatomicamente si divide la mammella. In quelle più voluminose corrisponde alla asportazione di uno spicchio di mammella. È un intervento limitato che dà ottimi risultati estetici paragonabili a quelli di una mastoplastica riduttiva tanto da richiedere, spesso, il rimodellamento del seno contro-laterale diventato asimmetrico rispetto a quello operato.

L’autore esegue tali interventi per alcuni tumori in fase iniziale e non filtranti.

Per mastectomia (dal greco: mastòs, mammella ed ek tome, portare via da) si intende la asportazione chirurgica della mammella, momento essenziale della terapia di gran parte dei tumori maligni che colpiscono quest’organo. La exeresi (cioè l’asportazione) può essere limitata alle sole strutture mammarie quali la ghiandola, la cute che la riveste, l’areola ed il capezzolo o allargata anche ai sottostanti Muscolo grande pettorale e Muscolo piccolo pettorale. Momento conclusivo della mastectomia è l’asportazione delle stazioni linfatiche fino al 3° livello che drenano la linfa in direzione del cavo ascellare.

 

 

  • Anatomia della mammella: muscoli pettorali e linfonodi
  • Questo intervento conta numerose varianti, più o meno demolitive, che vengono eseguite a seconda della gravità della malattia di base. Utile a definirla è la stadiazione, basata sulla classificazione TNM, che contribuisce anche determinare in percentuale le probabilità di sopravvivenza delle pazienti a 5 e 10 anni di distanza dall’intervento.

Mastectomia semplice

Consiste nell’asportazione in blocco della ghiandola mammaria e del complesso areola-capezzolo, fino alla fascia del muscolo grande pettorale, non associata alla linfoadenectomia ascellare. Viene infatti effettuata nel caso in cui il Linfonodo Sentinella non sia interessato da metastasi, per cui non è necessario procedere all’asportazione del linfonodi ascellari. Può essere anch’essa seguita dalla ricostruzione nello stesso tempo chirurgico. Trova indicazione in presenza di neoplasie infiltranti di piccole dimensioni (per cui vi è indicazione alla biopsia del L.S.) o di estese microcalcificazioni morfologicamente sospette alla mammografia, ma nel contesto di una ghiandola mammaria di dimensioni ridotte (per cui procedere ad un intervento conservativo avrebbe un risultato estetico poco soddisfacente). Rappresenta inoltre la terapia di scelta in pazienti che, per vari motivi, rifiutano l’intervento conservativo.

L’autore esegue tale intervento solo per alcuni tumori in fase iniziale e non infiltranti versus QUART.

Questo intervento comporta l’asportazione dell’intera ghiandola mammaria preservando la cute della mammella ed il complesso areola-capezzolo. È l’intervento ideale quando si voglia ricostruire in contemporanea la mammella mediante inserimento di protesi. I motivi della scelta di tale intervento versus QUART sono:

1) non necessita di eseguire radioterapia evitando le complicanze legate a tale procedura;

2) miglior risultato estetico;

3) risoluzione del problema delle multi focalità e multi centralità del cancro mammario.

È l’intervento storicamente più antico, conosciuto anche come mastectomia secondo Halsted, nato per la necessità di asportare tumori voluminosi e destruenti e di conseguenza concepito in modo necessariamente aggressivo anche se fortemente mutilante. Consiste nella asportazione in blocco della intera mammella compresi i due muscoli pettorali su cui poggia e dell’intero pacchetto di linfonodi che vanno dalla mammella al cavo ascellare. L’ampia demolizione non consente una ricostruzione mammaria mediante protesi e richiede interventi più complessi ed articolati in cui si utilizzano cospicui lembi miocutanei che vengono trasferiti con la vascolarizzazione propria dalla loro posizione originaria nella sede della mammella asportata.

Mastectomia radicale modificata (malattia in stadio avanzato)

Comporta l’asportazione in blocco della ghiandola mammaria, della cute sovrastante e del complesso areola capezzolo. Nell’intervento di Patey si associa la asportazione del muscolo piccolo pettorale, con conservazione del muscolo grande pettorale, e l’asportazione dei linfonodi ascellari. Nell’intervento di Madden si conservano entrambi i muscoli pettorali e si procede ad asportazione

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