Endocrina( Tiroide- Surrene - Ghandola Parotide e Sottomandibolare)

Enucleoresezione: asportazione di un nodulo tiroideo e di una quantità di tessuto circostante sano
(obsoleto)

enucleoresezione tiroidea
Asportazione di un nodulo dal contesto della ghiandola (enucleazione), che può comprendere anche una quantità di tessuto tiroideo circostante sano (enucleoresezione). Può essere complicato da emorragia, generalmente modesta intratiroidea. Non richiede di necessità l’uso di drenaggi.
Viene ormai eseguito raramente in quanto i noduli sono frequentemente multipli o con tendenza a riformarsi (anche in aree diverse) ed un eventuale reintervento in una zona già operata aumenterebbe di molto il rischio di complicanze.

Il Nodulo Tiroideo

Da un punto di vista semeiologico si parla di nodulo tiroideo quando la normale morfologia della ghiandola appare alterata per la presenza di tumefazioni che ne modificano la superficie ed i margini. I noduli della tiroide rappresentano la patologia endocrina più frequente, con una prevalenza dell’ordine del 4%-5% in paesi a sufficiente apporto iodico come gli Stati Uniti, fino ad oltre il 50% in paesi a basso apporto iodico come per esempio l’Italia.
Il primo quesito che si pone di fronte a “un nodulo della tiroide” da un punto di vista clinico è se si tratti di un nodulo benigno o maligno.
La prevalenza del carcinoma della tiroide nei noduli anche non clinicamente evidenti è stimata intorno al 0,3%; essa aumenta al 5-20% in noduli trattati chirurgicamente ed è circa il 3-5% in casistiche autoptiche di pazienti senza evidenza di patologia tiroidea. La discrepanza tra i risultati degli studi autoptici e di quelli clinici, può dipendere in parte dal fatto che il carcinoma della tiroide ha lenta evoluzione e scarsa aggressività e rimane per decenni clinicamente silente.

Lobectomia tiroidea e/o emitiroidectomia

aumenterebbe di molto il rischio di complicanze.

emitiroidectomia

emitiroidectomia: asportazione di un lobo tiroideo, che corrisponde a poco più di metà ghiandola;

Emitiroidectomia comprendente l’istmo
Asportazione di un intero lobo tiroideo e dell’istmo, che corrisponde a poco più di metà ghiandola. La loggia tiroidea residua deve essere drenata per almeno un giorno dopo l’intervento. Espone al rischio di lesione monolaterale del nervo ricorrente.

Tiroidectomia quasi totale e/o subtotale

tiroidectomia subtotale

tiroidectomia sub-totale: asportazione di quasi tutta la tiroide, con conservazione di una piccola porzione di tiroide sana per mantenere un normale livello di ormoni tiroidei;

Tiroidectomia subtotale
(obsoleto)
Asportazione quasi totale della ghiandola, con conservazione di una piccola porzione di tiroide sana per mantenere un normale livello di ormoni tiroidei. Può essere sufficiente conservare l’equivalente di un centimetro cubo di tiroide. E’ successivamente necessario instaurare una terapia soppresiva per evitare che la parte residua vada incontro ad aumento di volume ed alterazione istologica. Espone a tutte le complicanze elencate.

Tiroidectomia totale (10% per tumori tiroidei)

tiroidectomia totale

tiroidectomia totale: asportazione di tutta la tiroide.

Tiroidectomia totale
E’ l’asportazione di tutta la tiroide. Per ridurre il rischio di lesione dei nervi ricorrenti questi devono essere visualizzati durante l’intervento. Anche le ghiandole paratiroidi devono essere visualizzate e conservate senza lederne la vascolarizzazione. Espone al rischio di lesione bilaterale dei nervi ricorrenti e di ipoparatiroidismo permanente. Espone al rischio di tutte le complicanze elencate.

Asportazione di adenoma paratiroideo (I.P.P.)

Parotidectomia pre-neurale (per tumori benigni)

La parotidectomia preneurale, detta anche impropriamente lobectomia preneurale, consiste nell’exeresi della porzione della ghiandola posta superficialmente al nervo e può costituire un intervento a sé oppure il primo tempo della parotidectomia totale. La sua esecuzione prevede la preparazione del nervo facciale secondo tecniche diverse (anterograda o retrograda).

La parotidectomia preneurale per via retrograda, storicamente la più “antica”, prevede l’esecuzione della parotidectomia preneurale partendo da uno dei rami periferici e seguendo a ritroso il loro decorso fino alla biforcazione del facciale ed al tronco comune. È a tutt’oggi la tecnica più diffusa in alcuni Paesi, ad esempio la Cina. Si identifica il dotto di Stenone che serve da repere per l’identificazione della branca buccale del facciale a livello del margine anteriore della ghiandola. Solitamente il nervo giace superficialmente al dotto, che dovrebbe essere preservato durante la dissezione del nervo. Il dotto viene legato e sezionato qualora il nervo giaccia su un piano profondo. La vena retromandibolare può essere utilizzata come repere per l’identificazione del ramo marginale della mandibola e l’arcata zigomatica per il reperimento della branca zigomatica del nervo facciale. Una volta identificata una branca periferica la dissezione procede per via smussa a stretto contatto con il nervo. Giunti alla biforcazione ed al tronco comune del facciale, la ghiandola viene asportata partendo dal suo margine posteriore.

  • Parotidectomia totale (per tumori maligni)
  • Asportazione della ghiandola sottomandibolar
  • Surrenalectomia

L’autore effettua questo intervento quasi esclusivamente in videolaparoscopia

La surrenectomia è la rimozione chirurgica di una o entrambe le ghiandole surrenali. Le ghiandole surrenali sono ghiandole endocrine accoppiate, situate  sopra ciascun rene, che producono ormoni come l’adrenalina, noradrenalina, androgeni, estrogeni, aldosterone e cortisolo.

La surrenectomia viene di solito è eseguita da un intervento chirurgico, ma alcuni chirurghi possono utilizzare la laparoscopia. Con la laparoscopia, la surrenectomia può essere realizzata attraverso quattro incisioni molto piccole.

La surrenectomia è di solito consigliata per i pazienti con tumori alle ghiandole surrenali. I tumori possono essere maligni o benigni, ma tutti tipicamente secernono quantità eccessive di uno o più ormoni. La procedura avendo successo sarà di aiuto nel correggere gli squilibri ormonali e può anche rimuovere i tumori cancerosi che invadono altre parti del corpo.

Nella surrenectomia aperta il chirurgo può operare da una delle quattro direzioni, a seconda del problema e dal tipo di corpo del paziente. Nell’approccio anteriore, il chirurgo taglia nella parete addominale. Normalmente l’incisione sarà orizzontale, appena sotto la gabbia toracica. Se il chirurgo intende operare su una sola delle ghiandole surrenali, l’incisione verrà eseguita solo nel lato destro o sul lato sinistro della nervatura della gabbia.

Talvolta una incisione verticale al centro dell’ addome fornisce un approccio migliore, specialmente se entrambe le ghiandole surrenali sono coinvolte. Nell’ approccio posteriore, il chirurgo taglia nella schiena, appena sotto la gabbia toracica. Se entrambe le ghiandole devono essere rimosse, si pratica un’incisione su ciascun lato del corpo. Questo approccio è la via più diretta alle ghinadole surrenali , ma non prevede altrettanto una chiara visione delle strutture circostanti come l’approccio anteriore. Nell’approccio sul fianco, il chirurgo taglia sul lato il paziente. Ciò è particolarmente utile nei pazienti obesi. Se entrambe le ghiandole devono essere rimossie il chirurgo deve rimuovere una ghiandola, richiudere la ferita, girare il paziente sull’altro lato e ripetere l’intero processo.

L’ultimo approccio comporta un’incisione nella cavità toracica, con o senza l’incisione nella cavità addominale. Questo metodo viene utilizzato quando il chirurgo prevede un tumore molto grande, oppure se il chirurgo ha bisogno di esaminare o rimuovere delle strutture nelle vicinanze. La surrenectomia laparoscopica non richiede che il chirurgo apra la cavità del corpo. Invece, quattro piccole incisioni (circa 1/2 in ogni diametro) sono realizzate sul fianco del paziente, appena sotto la gabbia toracica.

Un laparoscopio, che consente al chirurgo di visualizzare l’interno della cavità addominale su un monitor televisivo, è effettuato attraverso una delle incisioni. Le incisioni sono per altro passaggi per versioni miniaturizzate degli strumenti chirurgici. Questi strumenti sono progettati per essere utilizzati dal chirurgo restando all’esterno del corpo.

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